Il tasso di disoccupazione nel divario tra Centro-Nord e Sud PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo L.   
Giovedì 11 Dicembre 2014 07:48

Se guardiamo ai dati della disoccupazione tra Centro-Nord e Sud possiamo verificare che l’economia del Mezzogiorno è caratterizzata dal più alto livello di disoccupazione tra le 3 aree italiane (Dati Istat).

Il tasso di disoccupazione per il Nord Italia è passato dal 4,25% del 2004 al 7,78% del terzo trimestre 2014, una crescita di 3,5 punti percentuali.

Il tasso di disoccupazione nel Centro Italia è cresciuto dal 6,5% del 2004 al 10,7% del 2014, una crescita pari al 4,19 punti percentuali.

Il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è cresciuto dal 15% del 2004 al 19,61% del 2014, una crescita pari a 4,6 punti percentuali.

Possiamo quindi verificare non solo che durante tutto il periodo considerato il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno è stato superiore al tasso di disoccupazione del Centro e del Nord Italia, ma che anche in termini relativi il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno nel periodo 2004-2014 è cresciuto in misura superiore rispetto alla crescita del tasso di disoccupazione nel Nord e nel Centro Italia.

In modo particolare possiamo verificare che il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno è stato in media superiore al tasso di disoccupazione del Nord Italia di 9 punti percentuali con un picco di 12 punti percentuali verificatosi nel primo trimestre del 2014; mentre il differenziale tra tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e tasso di disoccupazione del Centro Italia è stato pari in media a 7,1% con un picco pari a 9,5 punti percentuali nel secondo trimestre del 2014.

Inoltre se guardiamo alla disoccupazione maschile possiamo verificare che in tutto il periodo considerato (2004-2014) essa è superiore al Mezzogiorno rispetto al Centro e al Nord con valori che hanno superato il 20% nel Mezzogiorno nel 2014.

Tuttavia se consideriamo il rapporto tra tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e tasso di disoccupazione del Nord possiamo verificare che questo è diminuito lungo il periodo considerato come è anche diminuito il rapporto tra tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e tasso di disoccupazione del Centro.

Il tasso di disoccupazione del Sud era circa 4 volte il tasso di disoccupazione del Nord nel 2004 e si è ridotto a 2,5 volte nel terzo trimestre del 2014.  Anche il rapporto tra tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e tasso di disoccupazione del Centro è migliorato tra il 2004-2014 passando da 2,5 volte del 2004 alle 2 volte del terzo trimestre del 2014. Tuttavia il miglioramento del rapporto tra tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e tasso di disoccupazione del Nord e del Centro è da considerarsi come un effetto legato alla crisi economica che ha fatto crescere in termini relativi il tasso di disoccupazione del Nord e del Centro in misura superiore rispetto al tasso di disoccupazione del Mezzogiorno.

Tuttavia la condizione occupazionale delle donne nel Mezzogiorno è ancora peggiore rispetto a quella dei maschi nel Mezzogiorno ed in generale, la categoria delle donne soffre di più la discriminazione nel mercato del lavoro nel Sud Italia.

Mentre infatti il tasso di disoccupazione femminile nel Mezzogiorno è stato strutturalmente superiore al 15% con una punta prossima al 25% nel 2014, il tasso di disoccupazione femminile per il Centro ha superato il 10% solo a causa della crisi e ha raggiunto il punto massimo intorno al 14% nel 2013 poi tornando a decrescere verso il 10% laddove il tasso di disoccupazione femminile nel Nord Italia ha avuto una oscillazione tra il 5 e il 10% con una punta superiore al 10% nel 2014. Le donne meridionali hanno pagato l’esclusione dal mercato del lavoro in misura superiore rispetto alle donne nel Centro e nel Nord Italia.

Tuttavia la condizione della disoccupazione diventa ancora più drammatica per il Mezzogiorno se si guarda la tasso di disoccupazione per i laureati.

I laureati del Mezzogiorno hanno un tasso di disoccupazione che nel periodo post-crisi 2007 ha raggiunto quasi il 14% a fronte di un livello pari a poco meno del 6% per i laureati del Centro e poco meno del 4% per i laureati del Nord Italia.

La difficoltà del sistema economico meridionale di assorbire lavoratori qualificati rischia di indebolire il proprio capitale umano riducendo le possibilità di una crescita economica per il futuro.

Si tratta di una responsabilità delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, ma pure della politica in senso ampio. Il Governo infatti dovrebbe considerare la particolare condizione del Mezzogiorno soprattutto per il ruolo strategico che il Sud Italia ha nei confronti dell’Europa non solo per la questione dell'immigrazione ma pure per la presenza di porti che sono fondamentali per il trasporto di merci. Inoltre è necessario considerare che il Mezzogiorno è oggetto delle politiche di intervento della Unione europea e che la capacità di utilizzare queste risorse incide sulla credibilità europea dell’Italia nel suo complesso. Inoltre è necessario considerare l’importanza strategica che il Mezzogiorno può avere soprattutto con riferimento all’area adriatica e alla emancipazione e allo sviluppo economico delle zone del Nord Africa.

Lo sviluppo di progetto di scambi commerciali ed economici che dovesse allargarsi ai paesi del Mediterraneo vede il Mezzogiorno come snodo fondamentale non solo per il la posizione geografica ma pure per la continuità culturale con i paesi mediterranei.

Angelo Leogrande

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Dicembre 2014 08:31
 
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