Meno 50 giorni alle elezioni europee: scenari e obiettivi PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano S.   
Sabato 05 Aprile 2014 17:40

A cinquanta giorni dalle elezioni europee e molti mesi dopo gli altri paesi che andranno alle urne, anche in Italia quasi tutti gli istituti demoscopici hanno iniziato a realizzare sondaggi specifici sul voto di maggio. L’elenco delle liste in campo è pressoché definitivo. Vediamo quali sono gli scenari e le previsioni per ogni lista, a livello nazionale.

Partito democratico – obiettivo: primo partito/30%

La direzione nazionale del 7 aprile darà il via libera alle liste dei candidati. Sui territori le correnti si organizzano per proporre accoppiate o terzine di preferenze che tengano conto sia della provenienza territoriale dei candidati, sia della collocazione interna al partito. E poi c’è la questione femminile: dovrebbero essere due le donne capoliste nelle cinque circoscrizioni. Su quest’ultimo punto, la Camera voterà la prossima settimana per confermare quanto approvato al Senato, e cioè che se dovessero essere espresse tre preferenze, almeno una di esse deve necessariamente essere di genere diverso da quello delle prime due. La soglia minima da battere è quella raggiunta nel 2009 dal PD di Franceschini: 26,1%. Ma gli ultimi sondaggi fanno accarezzare a Renzi il sogno di infrangere la barriera del 30%. Se così dovesse essere, si verificherebbe un incremento del 5% in un anno, rispetto alle politiche. Per riuscirci si opererà su un doppio binario: a livello nazionale si comunicherà il rinnovamento dei provvedimenti messi in agenda (sgravio sulle buste paga, abolizione del Senato in prima lettura), a livello territoriale ci si affiderà a già rodati raccoglitori di voti in grado anche di superare quota 100.000 preferenze (saranno ricandidati quasi tutti gli europarlamentari uscenti).

Movimento 5 Stelle – obiettivo: primo partito

La sfida al PD di Renzi è lanciata. Per “vincere le elezioni europee”, come dice Grillo, bisognerà prendere un voto in più. Di fronte a quello che si annuncia essere un calo di Forza Italia, al M5S potrebbe quindi essere necessario raggiungere quota 27-28% per agganciare il PD, in fondo solo 2-3 punti in più delle politiche di un anno fa. Teoricamente, quindi, un obiettivo alla portata. E anche praticamente: oggi i sondaggi danno il M5S tra il 21 e il 24, ma va considerato che il boom dei cinquestelle alle politiche è stato raggiunto grazie agli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, quando decide cosa votare circa un terzo dell’elettorato. È su quella fascia di indecisi che Grillo continuerà dunque a puntare, sperando in qualche scivolone del governo Renzi. C’è tuttavia un ostacolo imprevedibile da valutare rispetto a un anno fa: alle elezioni europee ci sono le preferenze. Il candidato più votato del M5S alle europarlamentarie ha preso 1880 voti in un’intera circoscrizione elettorale (cinque regioni): circa la metà del più suffragato del PD alle parlamentarie di dicembre 2012 nella sola provincia di Bari. E alle elezioni comunali e regionali, dove si esprimono le preferenze, il M5S è andato generalmente peggio che alle politiche del 2013. Alle elezioni europee, tuttavia, in pochi avranno da votare un candidato della propria città e il voto d’opinione è di certo prevalente. La partita è aperta.

Forza Italia – obiettivo: secondo partito/22%

Tutti i sondaggi danno il partito di Berlusconi in forte calo, ma lo spartiacque della sua campagna elettorale sarà il 10 aprile: se il leader dovesse andare ai domiciliari, scatterà una nuova imponente mobilitazione del proprio elettorato, che in passato ha sempre avuto successo. E sui territori Forza Italia può ancora contare su nomi di peso in grado di raccogliere moltissime preferenze. Per restare al Sud, gente come Fitto, Mastella, Carfagna, Miccichè. Per questo l’obiettivo di Berlusconi è di restare almeno secondo partito e arrivare al 22%, ovvero la percentuale raggiunta alle politiche del 2013 quando nel PDL figuravano ancora Alfano e i componenti del Nuovo Centrodestra. Dimostrando così di aver potuto fare a meno del loro “strappo”.

Lega Nord – obiettivo: 5%

Matteo Salvini ha affermato che si dimetterà da segretario della Lega se non dovesse raggiungere lo sbarramento del 4% nazionale alle europee. Grazie a un avvio di campagna elettorale spinto, all’accostamento con Le Pen e a un radicale anti-europeismo, secondo molti sondaggi la Lega è oltre il 5%, quindi con un piccolo ma utile margine di sicurezza. Comunque, sarebbe ben lontana dallo stratosferico 10,2% delle europee del 2009. Per superare lo sbarramento del 4%, alla Lega basterebbe raccogliere gli stessi voti delle politiche (4,1% alla Camera), ma è probabile che riuscirà a guadagnare qualcosa in più.

L’altra Europa con Tsipras – obiettivo 4%

I primissimi sondaggi diffusi alla metà di marzo avevano entusiasmato: 6,5% e quarto partito in assoluto. Ma quando anche altri istituti hanno iniziato a sondare il gradimento della lista Tsipras, i risultati sono stati ben diversi. Oggi la lista è proprio a ridosso dello sbarramento del 4%, e sarà necessaria una campagna elettorale all’attacco per raggiungere l’obiettivo che nel 2009 sfuggì sia a SEL (3,1%) sia a Rifondazione comunista (3,4%). Teoricamente, basterebbe recuperare i voti ottenuti alle politiche del 2013: il 3,2% di SEL più il 2,2% di Rivoluzione civile garantirebbero tranquillamente l’ingresso a Strasburgo. Per i promotori della lista sarà quindi decisiva soprattutto la mobilitazione del proprio elettorato tradizionale.

Nuovo Centrodestra-UDC – obiettivo: 4%

È stata decisa nelle ultime ore l’alleanza elettorale tra NCD e l’UDC, che consentirebbe ad Alfano una campagna elettorale apparentemente senza il fiato sul collo del 4%. Per la verità, non pochi all’interno del Nuovo Centrodestra preferirebbero provare a farcela da soli, con una dimostrazione di forza nei confronti di Berlusconi e approfittando dell’opacità di Forza Italia. Ma il rischio di non superare lo sbarramento è troppo elevato ed è difficile che il leader, alla prima prova elettorale, voglia correrlo. Resta solo da vedere se dell’alleanza con l’UDC faranno parte anche i Popolari di Mario Mauro, ma è probabile che entrambe le parti in causa approderanno a un accordo per evitare inutili dispersioni di voti.

Scelta Europea-ALDE – obiettivo 4%

Il 4 marzo scorso in una conferenza stampa prendeva forma Scelta Europea, il cartello elettorale che si riconosce nei liberal-democratici (ALDE) al Parlamento europeo e nella candidatura a presidente della Commissione del belga Guy Verhofstadt. Vi parteciparono rappresentanti di Scelta Civica, Centro Democratico, Fare per fermare il declino e altre sigle della galassia liberale. Ma dopo due settimane l’accordo si rompe: Scelta Civica presenta il suo simbolo, Centro democratico e Fare un altro. Pochi giorni fa, la ricomposizione: si torna in un’unica lista, per provare nell’impresa di raggiungere quota 4%. Il clima tra gli alleati (in particolare tra Scelta civica e Fare) è tutt’altro che sereno, anche a causa delle diverse posizioni sul governo Renzi. Ma la sfida è aperta: da soli, Centro democratico e Fare alle politiche hanno raggiunto complessivamente l’1,5%. Dopo la scissione dai Popolari di Mauro, Scelta civica è valutata dai sondaggi intorno al 2%. La somma è un 3,5% che lascia aperte le porte di Strasburgo ai candidati di Scelta Europea.

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – obiettivo 4%

Potrebbero essere la sorpresa di queste elezioni. Alle politiche di un anno fa si erano fermati poco sotto il 2%, ma grazie all’opposizione in Parlamento e cavalcando un radicale anti-europeismo potrebbero riuscire a raddoppiare i propri voti (gli ultimi sondaggi li collocano tra il 3 e il 3,5%). Meloni punta anche sulle parole “Alleanza Nazionale” nuovamente presenti nel simbolo, che ricalca in larga parte quello del partito che fu guidato da Gianfranco Fini.

Green Italia-Verdi – obiettivo 4%

Green Italia, il nuovo partito italiano dei Verdi fondato da Monica Frassoni, dagli ex PD Ferrante e Della Seta e dall’ex finiano Fabio Granata, si presenta con un nuovo simbolo per le elezioni europee. Ma la visibilità sui media è scarsissima e lo sbarramento troppo alto. In realtà, il 2% sarebbe un risultato dignitoso per una formazione nata da poche settimane sulle macerie del Sole che ride.

@StefanoSavella

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Aprile 2014 07:49
 
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