EP2014: i primi nomi e gli ultimi voti PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano S.   
Martedì 11 Febbraio 2014 19:18

Da oggi mancano ufficialmente cento giorni all’apertura dei seggi per le elezioni europee. Cominciano a muoversi le acque per la scelta dei candidati, ma mancano a tutti i livelli conferme ufficiali.

La possibile crisi di governo potrebbe rallentare ulteriormente le decisioni dei partiti. Mentre in altri paesi europei le liste sono già pronte e i candidati in campagna elettorale, da noi si nominano – come nel caso di Forza Italia – le commissioni interne per la scelta dei candidati. I primi nomi cominciano già a filtrare, e si tratta soprattutto della ricandidatura degli europarlamentari uscenti. Per restare soltanto alle circoscrizioni meridionale e insulare, dovrebbero essere ricandidati Raffaele Baldassarre per Forza Italia, Giovanni La Via per il Nuovo Centrodestra, Andrea Cozzolino e Paolo De Castro per il Partito democratico, ma è probabile che molti altri uscenti possano ritentare la corsa a Strasburgo.

Sembrava fatta per Michele Emiliano capolista al Sud, ma lo stesso sindaco di Bari ha proposto di svolgere a settembre-ottobre le primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Puglia, alle quali certamente parteciperà, e perderebbe perciò ulteriormente senso una sua presenza a Strasburgo per poche settimane prima di dedicarsi ad un’altra campagna elettorale. Tanto che più che secondo alcune indiscrezioni Matteo Renzi ha chiesto a chi intende candidarsi di «andare in Europa per restarci». Nella legislatura che sta per concludersi, hanno lasciato il seggio a Strasburgo nel corso del mandato 6 italiani su 73, l’8% del totale (tra i più noti, De Magistris, Crocetta e Serracchiani): una percentuale inferiore alla media europea ma superiore a quella di altri grandi paesi (soltanto 4 europarlamentari tedeschi su 99 hanno lasciato Strasburgo negli ultimi cinque anni).

Nelle ultime sedute plenarie del Parlamento europeo ci sono stati comunque votazioni importanti, di cui si è parlato anche sui media nazionali. È ad esempio il caso del rapporto contro l’omofobia noto come “rapporto Lunacek” dal nome dell’eurodeputata austriaca che ne è stata relatrice. I voti su argomenti “eticamente sensibili” riservano sempre alcune sorprese, perché diversi parlamentari finiscono per votare considerando più la propria nazionalità che il gruppo politico di appartenenza. E così è accaduto anche con questo rapporto, approvato con 394 voti a favore, 176 contrari e 72 astenuti. Nel gruppo della Sinistra Europea (GUE), quello che alle elezioni 2014 appoggerà la candidatura di Alexis Tsipras, gli unici due ad astenersi sono stati proprio i due eurodeputati greci (eletti però con il Partito comunista greco, non con Syriza), mentre il deputato lettone ha chiesto dopo il voto di trasformare il suo voto favorevole in contrario. Il gruppo dei Verdi (lo stesso di Lunacek) è stato il più compatto, con tutti i voti favorevoli, quasi come nel caso dei liberal-democratici, che contano una sola astensione. Tra i socialisti e democratici del PSE va segnalato il comportamento degli undici rumeni, tutti presenti in aula ma senza che nessuno abbia espresso il proprio voto. Diversi voti favorevoli al rapporto tra i deputati del PPE, malgrado l’indicazione fornita dal gruppo fosse stata quella di votare contro: tra i voti favorevoli al rapporto, anche quelli delle italiane Iva Zanicchi, Barbara Matera e Licia Ronzulli, oltre al molisano Aldo Patriciello. Diverse astensioni, in dissenso dal gruppo, ci sono state nei due gruppi di destra ECR e EFD.

@StefanoSavella

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Febbraio 2014 11:41
 
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